Recensioni Tender Hearted

La Repubblica 
«Libera di non scegliere, di vagare senza direzioni predefinite: questa è la filosofia, oggi, della Winter, e in quella canzoni la dichiara con fierezza, applicandone le "non regole" in tutto l'album»

Rumore 
«E’ periodo di rivincite per il soul, cui la voce energica e capace di Diana Winter, rende giustizia. In tutto dieci episodi pop, tra capricci rock, amore per il funk e una cura maniacale per la produzione, che non sfigurerebbero in classifica»

TgCom 24 – anteprima video
«"A Better Me" è un brano autobiografico dal sapore folk/pop delicato, che racconta la storia della fine di rapporto di dipendenza psicologica e il riappropriarsi della propria identità, riscoprendo appunto ‘un sé migliore’» 

Melty
«"Tender Hearted alterna momenti intimistici e autobiografici, come il primo singolo estratto “A Better Me”, a brani grintosi e coinvolgenti, dal funk di “Don’t Want You Around” al rock di “My Name”. Ma è “April Lane” a essere la sua canzone preferita perché come ci spiega, racconta di un viaggio della sua memoria nel passato»

Marie Claire
«Dal palco con Giorgia a The Voice e ritorno, ecco il nuovo capolavoro di Diana Winter!
Voce pazzesca, chitarra a dir poco sublime, ecco il nuovo lavoro di una delle realtà più interessanti del panorama musicale "indie" Italiano!»

Rockit 
«Il secondo lavoro discografico di Diana Winter arriva dopo otto anni dal suo esordio e porta con sé tutti i cambiamenti e le esperienze fatte dalla cantante fiorentina nell'ambiente musicale italiano, dalla collaborazione con artisti affermati alla partecipazione a uno dei talent show più seguiti del Paese»

Left 
«Se dovessimo descrivere Diana Winter con una sola parola sicuramente sarebbe: eclettica»

ExitWell 
«E’ un secondo disco maturo e pieno di sicurezza artistica, dove si sente l’amore per la musica senza doppi fini»

Il Popolo del Blues 
«La musica di Diana in questo suo secondo album risente di varie ispirazioni. Come quella della musica inglese anni ’80 (non per niente c’è Phil Gould dei Level 42 come ospite d’onore), il rock’n'roll in vesti punk, il garage, il northern soul»